I presupposti (sbagliati) per emigrare

Prima settimana in facoltà. Per amor di cronaca, visto che non l’ho mai specificato, studio a Padova.

Aver passato un anno all’estero mi ha fatto capire un paio di cose. Prima di partire, desideravo l’allontanamento a tutti i costi. Lo bramavo selvaggiamente, giorno e notte non potevo esimermi dal pensare al giorno in cui sarei partito. E a come sarebbe stato perfetto in seguito. Avrei studiato medicina (o musicologia in inglese quando progettavo di emigrare in Svezia, o criminologia prima che il potenziale salasso economico stroncasse la mia ambizione di studiare in Inghilterra) e avrei fatto la mia vita.

La … Continua

Ma quando ci danno gli stetoscopi?

Ieri è stato il primo giorno del mio primo anno da studente di medicina. Che emozione!

Nonostante un inizio non proprio da campioni (per i prof). Fisica medica è stata una cosa incomprensibile. E sì che ho fatto un anno in una facoltà non proprio facile, per di più all’estero. In cui di sicuro non iniziano un corso dicendo che “abbiamo solo 50 ore da passare insieme” per poi perderne una e mezza per dimostrare la legge oraria del moto rettilineo che obiettivamente non mi servirà a un cazzo se non a dimenticarmela. Una formula da terza scientifico dimostrata e … Continua

Un primo anno, al quadrato

Lunedì (1° ottobre) inizia il mio primo anno di medicina. Al quadrato. Nel senso che non è il mio vero primo anno: un tentativo l’ho fatto in Francia, dove il sistema di selezione è radicalmente diverso e, probabilmente, un tantino inumano e crudele.

Al quadrato anche perché sul capitolo Francia c’è molto, moltissimo da dire. Per questo non intendo introdurre l’argomento adesso: lo esaurirò lentamente, a spizzichi e bocconi, post dopo post. Spero che i miei inesistenti lettori non me ne vogliano per questo. In primis perché a parlarne subito non ci capirei nulla nemmeno io.

Nel frattempo, ho passato

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