Siamo carne da macello

Sono in un locale. I musicisti suonano quel misto fra jazz aspro strombettato con intermezzi di cazzeggio e moderato autolesionismo da palco, tipico di chi con la musica ci è rimasto un po’ sotto. Passo un bel momento ascoltandoli e vedendoli delirare, scambiandosi battute sulle loro madri e incitando il pubblico a urlare quanto fanno schifo. Il trombettista avvicina una conchiglia al microfono, facendone uscire suoni mai sentiti prima. Alla seconda birra, la mia vescica decide che devo far spazio per la terza. Vado a pisciare.

Trovo qualche persona in fila, il bagno delle donne si libera e vado in … Continua