Un primo anno, al quadrato

Lunedì (1° ottobre) inizia il mio primo anno di medicina. Al quadrato. Nel senso che non è il mio vero primo anno: un tentativo l’ho fatto in Francia, dove il sistema di selezione è radicalmente diverso e, probabilmente, un tantino inumano e crudele.

Al quadrato anche perché sul capitolo Francia c’è molto, moltissimo da dire. Per questo non intendo introdurre l’argomento adesso: lo esaurirò lentamente, a spizzichi e bocconi, post dopo post. Spero che i miei inesistenti lettori non me ne vogliano per questo. In primis perché a parlarne subito non ci capirei nulla nemmeno io.

Nel frattempo, ho passato il pomeriggio, senza accorgermene, a smistare foto ritrovate di qua e di là nella libreria iPhoto. Tutte foto scattate in un arco di tempo fra agosto 2011 e giugno-luglio 2012. Sono veramente tante. Tante, tantissime. Io stesso ero stupito nel notare il loro numero.

La mia mente ha messo in cantina molte cose. Più che ricordi, sono sensazioni che riaffiorano. La cosa interessante è stata individuarle una a una e metterle in relazione a un arco di tempo. Una sorta di flusso di reminiscenze. Per ora non aggiungo altro.