Puoi amare una donna, una città, un’idea; o il tuo lettore MP3, perché in quell’ora al giorno che passi in un tram ti permette di alienarti dalla realtà. Forse perché non hai voglia di parlare, pensare, forse perché tu comunque alle otto di mattina sei troppo rincitrullito per guardarti intorno vedendo qualcosa.

Stasera mi sono innamorato di una canzone. Di nuovo. Perché non è escluso che uno possa innamorarsi più volte di una stessa figura, magari in modi diversi.
Questa canzone è da prendere e da amare.
Inebriatevene. Innamoratevene. Parlatene. Ballatene. Questo post l’ho scritto sotto la doccia, mentre l’acqua diventa sempre più fretta, mentre questa canzone risuona per la terza volta in modo diverso. Mentre fino a pochi secondi prima lo ballata sotto l’acqua, dimenticandomi del mio corpo rigido come una corda di violino e pensando a una sola cosa: sono vivo. Sono vivo perché la mia mente è comunione con il mio corpo.
Sono vivo perché se la canto sono in sintonia con la mia lingua. Perché se la fischio sono un tutt’uno con le mie labbra. Perché se mi ci dimeno sono un tutt’uno con il mondo.