Una settimana fra sonno arretrato e aula studio

Questa settimana è stata pesante, direi. Non tanto per la quantità di studio, ma per la stanchezza accumulata (sono incapace di mettermi a letto all’ora giusta e, quando lo faccio, prendo l’iPad e puntualmente pazzeggio su internet fino a esaurimento neuroni come sto facendo adesso).

Lunedì sera ho invitato un paio di amici da me per guardare la terza stagione di The Walking Dead, su Fox. Ovviamente, il martedì è l’unico giorno sfigato in cui comincio alle 8 e mezza e devo alzarmi a un’ora per me disumana visto che non abito proprio vicino all’università.

Se c’è una cosa che mi sconvolge, sono quelli che riescono a stare freschi come rose pur avendo dormito 4 ore in una notte, mentre se dormo mezz’ora in meno del mio solito il giorno dopo sono da buttare via.

Fatto sta che questa settimana, oltre ad avere sonno, sono anche stato assalito dalla voglia di studiare. Si fa per dire. Dal mio anno in Francia ho ereditato una brutta abitudine, quella di considerare un pomeriggio di studio di 2-3 ore come buttato via. Se dopo pranzo non corro subito in aula studio ho l’impressione di sprecare il mio tempo, stessa cosa se mi alzo ogni 20 minuti per fare una pausa.

La cosa è semplice, se quel giorno non sono dell’umore giusto o non riesco a ingranare con lo studio è inutile sforzarsi. Poi torno a casa alle 7 stanco, frustrato perché non ho fatto un cacchio e per di più non ho avuto tempo per farmi i cazzi miei tranquillo a casa. Più facile a dirsi che a farsi.

A proposito, dato che sono una schiappa e ho perso la playlist di questa settimana, vi linko lo stesso qualcosina per non lasciarvi a bocca asciutta.