Scorricorsi – scorci di un Paese dalla mentalità bacata

Un paio di settimane fa sono stati ammessi a Padova 120 studenti di Medicina in sovrannumero. Non solo gente che non è entrata a Padova (il che può starci, visto che i punteggi richiesti sono abbastanza alti), ma anche persone con punteggi così infimi da non poter neanche essere ammessa in graduatoria. Quando ho fatto il test io il minimo solo per figurare in graduatoria si aggirava sui 20 punti (la graduatoria era in 80esimi, ma presumo non sia cambiato molto)..

Perché proprio a Padova e non, per dire, a Messina? Perché i ricorsisti sono stati trattati coi guanti: sono stati fatti entrare nella loro prima scelta. Il MIUR, infatti, per evitare una seconda ondata di ricorsi, ha preferito non mandare in esilio forzato i poveri ricorsisti nella loro quinta o sesta scelta. Succede così che gente con punteggi come 9/90 al test di ammissione si ritrova a due passi da casa in un’università di tutto rispetto, in cui gente anche molto valida non è entrata, mentre altri che pur facendo punteggi dignitosi si ritrovano a 200km da casa (con relative spese per le famiglie) vengono sorpassati da sta gente a cui è bastato pagare un avvocato per ovviare alle proprie inadeguatezze.

A me queste cose fanno incazzare. Mi fanno incazzare per la mentalità che sta dietro un atteggiamento del genere. Non passi (magari per la quarta volta di fila)? Bene, il test è ingiusto e va abolito! Non passi? Colpa del test iniquo, ricorso! Non passi? Ho sentito che hanno aperto un plico a Bari! Fai quattordici punti? Che paese di merda, io c’avevo la passione! Mica voglio fare i soldi come tutti quei mentecatti che sono entrati al posto mio! No no, io ho fatto 8 punti su 90 per la seconda volta di fila, ma non sono una chiavica che non aveva voglia di studiare. E’ il sistema a essere profondamente sbagliato, chiaro. Nel dubbio, avvocati.

Perché, diciamocelo, pagliacciate a parte (tipo togliere il bonus maturità a casissimo il giorno prima della prova due anni fa, che lì quelli del MIUR si meritavano davvero calci nel sedere a profusione), il test non è niente di infattibile. Ci vuole studio, un minimo di costanza e nervi saldi e poi dritti fino alla meta. E se non passi, lo rifai col doppio della determinazione l’anno dopo, nel frattempo farai qualcos’altro. Capisco l’emozione, però quella si impara a gestirla. Non sarà né l’ultimo concorso che farete in vita vostra né il più importante. 

Caro ricorsista, tanti auguri per tutto. Perché al di là di questo piccolo disturbo momentaneo per le aule occupate, i posti in specializzazione che già sono pochi, i laboratori che esplodono e le corsie degli ospedali universitari già affollate di loro, professionalmente e umanamente non varrai mai un cazzo.

Link:

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/10/29/news/bocciati-al-test-vincono-il-ricorso-1.10205882

http://www.corriere.it/scuola/universita/14_novembre_09/test-medicina-l-ira-vincitori-sorpassati-chi-ha-fatto-ricorso-b9f22562-682d-11e4-b22b-88ac3d1bfff6.shtml 

Soundtrack:

 

  • Meritocrazia: a volte non sanno dove sia di casa. La cosa triste è che spesso in questi casi manca l’umiltà di ammettere che non è il percorso giusto, che non si hanno le capacità… quando invece l’umiltà DEVE essere la prima qualità di un medico!
    Però, devo dire, ho conosciuto ricorsisti e ricorsisti

    • Andrea576HDR

      Ah guarda, sfondi una porta aperta! Comunque sì, al posto di alcuni con 0,5 punti sotto soglia non so cosa avrei fatto. Ma è anche vero che al mio anno e quelli prima molta gente rimaneva fuori con 0,5 punti e tentava l’anno dopo. E in quel famoso anno è entrata gente con 8 punti che provava per la quarta volta… Dopo un po’ che provi e continua ad andare così ti verrà in mente di andare a zappare la vigna, no?