Batteriologia, corso prelievi e altre cose dal secondo anno

Sì, è un po’ che non mi faccio vivo.

È un anno difficile per molti aspetti: incasinato, esami che si accavallano, date di esami che non si sanno, programmi da indovinare tramite passaparola. Una cosa semplice sarebbe: perdere la prima lezione per presentare il corso, scrivere il programma d’esame a chiare lettere e comunicare le date d’esame in anticipo e senza accavallarle con gli altri due (tre, quattro, cinque) esami del semestre in corso. Appunto, troppo semplice.

Accade invece una cosa simile: il professore comunica, alla prima lezione, l’impossibilità di svolgere tutto il programma (per poi contraddirsi una volta e un’altra ancora e dando, nel dubbio, una ventina di capitoli da studiare da soli; non si sa se questi verranno chiesti all’esame; il prof latita. Si scopre nel frattempo che le date della sessione estiva sono il giorno prima di anatomia. I rappresentanti chiedono di cambiarle. Riunioni, mail infinite, boh, forse, non so, sentiamo e si cade in un magico silenzio radio fino a inizio giugno. 

Al primo semestre sono riuscito a dare locomotore (la prima parte di anatomia), biochimica (che mi era rimasto dall’anno scorso) e statistica 1 che mi bloccava la registrazione di biologia dell’anno scorso. Qui da noi certi esami piccoli vanno registrati assieme ad altri esami grandi. A quanto ho capito, è una puttanata solo del nostro anno. Fatto sta che se non registri quello piccolo entro un anno, perché magari è un po’ fetente o perché lo sottovaluti, perdi quello grande su cui ti eri fatto un culo tanto. Per cui, invece che andare avanti, rischi di tornare indietro. Questo per dire che era sì un esame del cazzo, ma mi ha comunque regalato un paio di notti di angoscia.

Adesso devo dare batteriologia e, subito dopo, virologia – le due parti di microbiologia. Non so per quanto riguarda i virus, ma i batteri sembravano abbastanza interessanti. Poi è sopraggiunto lo scazzo perché alla fine è un fritto misto di roba tutta uguale da mandare a memoria (e per fortuna che mi sono fatto degli schemi coi controcazzi che sennò non ne uscivo). L’esame è lunedì (dopodomani, all’ora in cui scrivo) e se non sgarro l’ultimo giorno e mezzo di ripassi dovrebbe andare liscio. Speriamo. I virus invece sono il 22 luglio e lo schema di studio è lo stesso, ma col problema di cui sopra: non si sa cosa studiare. Probabilmente servirà studiarsi tutto il libro, dipende da quello che ci racconteranno i compagni dal fronte che lunedì vanno in avanscoperta.

Esempio di studio matto e disperatissimo: aula studio, un iPad e diretta streaming di un'Italia che non valeva la pena vedere.
Esempio di studio matto e disperatissimo: aula studio, un iPad e diretta streaming di un’Italia che non valeva la pena vedere.


Nel frattempo, ieri ho finito il corso prelievi. È un corso opzionale organizzato dal SISM (Segretariato Italiano Studenti di Medicina) in cui in una settimana impari a fare prelievi venosi. È un’esperienza molto bella che consiglio a tutti (ho visto che viene organizzato in diverse città, sempre dal SISM). Tanta emozione, perché finalmente sei in una dimensione diversa dal libro di biologia molecolare. 

Alla fine del primo turno, il dottore mi ha lasciato fare un prelievo da solo. Le cose a cui pensare all’inizio sono tante. Il paziente è comodo? La vena c’è? E mò che l’ho trovata e ho disinfettato il cotone la vena dov’è finita? Al prossimo disinfetto il cotone e poi trovo la vena col cotone già in mano. Cacchio, la signora ha il braccio viola. Il laccio emostatico va tolto. “Signora, le tolgo il laccio prima che dobbiamo amputarla”. Oh, oh, oh, grasse risate.  

Certi pazienti sono davvero forti. Alcuni erano trapiantati di fegato, pazienti oncologici o donne che fanno test per la fecondazione che non hanno più una vena sana in tutto il corpo. Per cui, per forza di cose, non sono proprio entusiasti di vederti. 

Ieri, che era l’ultimo giorno, il dottore mi ha lasciato tre quarti d’ora oltre il mio turno da solo su una postazione e le ho prese quasi tutte. Il mio problema è usare la farfallina che finisce sempre a mezzo centimetro dalla vena. Un tipo allampanato poi mi è quasi svenuto in poltrona. La vena l’ho beccata subito, con l’ago normale, ma alla terza provetta si è messo a sudare come una fontana e a blaterare cose alla rinfusa. È stato assurdo, perché lì per lì non sapevo cosa fare, e poi aveva dei sudori letteralmente gelidi. Tipo braccio immerso in una piscina. Alla fine è bastato lasciarlo lì tranquillo per cinque minuti.

Peccato che sia finito presto. Stavo prendendo piacere nella routine di svegliarmi alle 6 per andare lì, chiacchierare con pazienti e infermieri, e poi stavo davvero iniziando a prenderci con le vene. Ho chiesto al dottore di poter tornare e mi ha proposto di andare un giorno della settimana prossima.

Nel frattempo, sono le 7 di mattina di domenica (ieri sera sono crollato mentre scrivevo) e domani pomeriggio ho sto esame di batteriologia. Alziamoci e diamoci dentro.