Ammissione a Medicina in Francia – la Mail di Margherita

Qualche tempo fa ho ricevuto questa mail da una ragazza di nome Margherita:

Ciao sono Margherita,
ti scrivo dall’Italia e ho letto la tua ”intervista’’ su internet circa la tua scelta di andare a studiare medicina in Francia.
Io sono entrata in Italia però visto come vanno ultimamente le cose stavo pensando di andare in Francia a fare medicina. Volevo sapere se bisogna avere un ottima conoscenza del francese ? com’è strutturato il primo anno ? e come funzionano gli esami di Dicembre e Marzo ? Se vuoi darmi qualsiasi altra notizia sarà ben accetta.
Grazie per il tuo tempo.
Margherita.

Allego la mia risposta, nella speranza che possa essere utile a qualcuno. Sono benvenute esperienze simili alla mia e, non solo di chi ha provato l’ammissione a Medicina in Francia, ma anche di qualcuno che in Francia ci è rimasto o ha fatto la specializzazione.

Ciao Margherita,

Ti scrivo anch’io dall’Italia. Alla fine me ne sono tornato a Padova e ho passato il test di ammissione qui. Ora sono al secondo anno e direi che le cose non vanno male (affanno da esami a parte, ma quello è il minimo).

Se hai passato il test in Italia, non ti consiglio assolutamente di andare in Francia perché te ne pentiresti.

Innanzitutto per una ragione pratica: in IT sei sicura che in sei anni se tutto va bene ne esci (sei già entrata). Se vai lì, fra due anni potresti trovarti al punto di partenza e con un test di ammissione da rifare in Italia. Se non conosci il francese alla perfezione hai la certezza matematica di essere fuori definitivamente ai parziali di dicembre. Concedono due possibilità per passare al secondo anno (quindi puoi provare due anni), ma fanno una selezione anche a dicembre e a maggio in cui il 10-15% degli studenti più bassi in graduatoria viene falciato perché non avrebbe possibilità di rimonta. A dire il vero non ce l’hai neanche se finisci nel secondo quarto dopo i parziali di dicembre, ma vabbè. Fatto sta che tutti gli stranieri che ho visto e che parlavano comunque bene (anche gente brava) sono stati falciati in quell’occasione. Io sono madrelingua francese ma ci ho messo un paio di mesetti a riadattarmi. Se sei lì non puoi permetterti nessun handicap di questo tipo.

Le lezioni sono toste. Non si arriva all’approfondimento che si fa qui, ma la quantità è tanta. Gli esami (a crocette, da 0 a 5 risposte esatte per ogni domanda) si basano su quello che il prof dice a lezione, quindi no libri ma appunti e schemi/disegni tuoi. L’obiettivo è falciare, quindi tanta quantità e tante robe inutili. Non gliene fotte che impari roba utile al primo anno perché quella la riprendono tutta al secondo (tipo biochimica, anatomia, etc).

L’atmosfera, come avrai capito, è una merda. Tanta aggressività a lezione (i ripetenti fanno più casino possibile per impedirti di prendere appunti serenamente, per farti un’idea dai un occhio a questo: https://www.youtube.com/watch?v=TUX_2ebRILY ), prof che se ne fottono quando va bene, in pratica uno zoo. La competizione è allucinante, nessuno ti aiuta veramente e sei solo con la tua missione: fare meglio di tutti, andare oltre i tuoi limiti anche se stai crollando, tirare avanti a calci in culo (autoinflitti, perché se molli agli altri fa solo che comodo). Niente serate, niente serie tivù, niente sport, niente “chiamo la bionda di ieri sera così usciamo”. Solo tu e gli schemi di biochimica strutturale sulla porta del cesso così li leggi nel momento “relax” invece di giocare a Angry Birds.

Mettiamo anche che superi la selezione del primo anno, al secondo ti aspetta un anno comunque tosto e al secondo triennio si inizia a preparare il concorso nazionale per accedere alle specialistiche (ECN). Quel concorso prevede posti per tutti (contrariamente a qui, dove ci sono circa un 1/3 di posti rispetto ai richiedenti) ma è una follia peggio di quello del primo anno. Alla fine dei conti funziona che chi primo arriva sceglie la specialistica che vuole nella città preferita e chi segue prende ciò che gli altri non hanno voluto.

Io ti consiglierei di stare qui. Ci guadagni in tranquillità, salute mentale e fisica. Qui se studi alla laurea ci arrivi. Lì sentivo di gente che al secondo andava in burnout totale e al quarto mandava tutto affanculo. Io ci sono andato vicino, in ogni caso i miei 10kg in più me li sono portati a casa. Eruzioni cutanee, gastrite, 40 di febbre ogni tre settimane,
Qui i tirocini si iniziano a fare dal secondo (al secondo poca roba, ma al terzo c’è già qualcosa in più) e comunque la parte pallosa (ovvero i primi due anni) te la devi sorbire ovunque tu vada. Con la differenza che se sei qui te la giostri come vuoi. L’Italia potrà far schifo per tanti motivi e sono il primo a dirlo, ma niente ti impedisce di laurearti qui e andartene quando il gioco varrà la candela. Con la laurea in mano sei padrona del mondo: puoi studiare per l’USMLE e fare richiesta per specializzarti negli USA. Puoi andare in UK, Australia, Danimarca, Germania, Papua Nuova Guinea, ovunque. Anche in Francia se il tuo sogno è quello (puoi tentare l’ECN facendo “solo” il sesto anno lì, come mi aveva detto il rettore al tempo). Tanto di medici ne avranno un bisogno serio ovunque almeno per i prossimi dieci-quindici anni, quindi hai comunque tutte le possibilità aperte.

Andrea