Anatomofollia

Ieri sera ho fatto fatica ad addormentarmi. Martedì ho anatomia 1, la parte di apparato locomotore, e la sto preparando da inizio febbraio. L’esame è il 25.

A fine gennaio ho finalmente buttato alle spalle quel mattone di biochimica. La mia missione era: biochimica a gennaio, anatomia 1 a febbraio. Un piano ambizioso, ma fattibile. L’importante è crederci. E buttarsi nell’impresa.

Nel frattempo sono in un bar. Sono le 8 di mattina e aspetto l’apertura dell’aula studio. Laura Pausini urla in modo molesto dagli altoparlanti dello stereo. Abbraccio lo smartphone, sfilo le cuffie, apro 8tracks, cerco Chopin. Vado per il ristretto. Non sono un tipo da caffè, tantomeno da ristretto, ma ho bisogno di una botta di vita per finire l’arto inferiore.

In realtà il caffè non fa più così cagare. 

Martedì ho l’esame, martedì ho quel cacchio di esame. Ancora devo fare l’aorta e il poligono di Willis. E l’arto inferiore. E ripassare. Tremiliardi di muscoli, con le loro inserzioni, innervazioni, comportamenti e decorsi strani. Ventri, tendini ovunque. Fottuti tendini ovunque. Se lo passo anche solo con 18 posso fare le altre due parti e poi questo lo rifaccio a settembre (come gli eroi) che voglio iniziare ad alzarmi la media.

È il weekend prima. È il momento in cui mi concedo un po’ d’ansia, altrimenti so che mi rilasso e mollo tutto per andare a cazzeggio.

Al lavoro.

image