Perché scegliere un paio di jeans deve essere così difficile?

È un weekend tetro. Piove, la temperatura è calata di botto fra ieri e oggi e l’inedia avanza a colpi di buio. Il letto con Netflix e TV davanti diventa sempre più attraente. Soprattutto quando la pioggia batte insistentemente sul tetto, creando un rumore di fondo costante.

Doccia rapida, salto in macchina e vado al centro commerciale qui vicino: devo prendermi un paio di jeans. Saranno sei mesi che non mi compro una maglietta e anni che non vado nei negozi del centro. Scegliere un paio di jeans nuovi mi mette a disagio. Non mi sento bene in un pezzo di tela nuovo, freddo e che non ha ancora preso la forma del suo proprietario. Non posso mettere una toppa su quelli vecchi? Dopotutto sono così comodi.

Il weekend scorso sono capitato in centro e ho dato un’occhiata. È buffo osservare come la moda cambi in pochi anni. Sarà la crisi, sarà quello che vuoi, ma ho l’impressione che l’uomo comune non scelga più i suoi vestiti qui. Di sicuro non nella fascia dai 20 ai 30 anni. Da H&M dove devi chiedere 3 volte prima di esser sicuro che quello sia il reparto uomo a Benetton (sigh), passando per Diesel (sempre stati una realtà a parte, caratterizzata unicamente dal pessimo gusto) e Zara “uomo”. In centro a Padova, ho concluso, i negozi hanno due tipi di clienti: i gay e i gay pien de skei (pieni di soldi). O gli impiegati del reparto Design di Louis Vuitton.

Prendiamo in esame alcuni jeans che ho trovato da Benetton il weekend scorso:

  • A vita troppo bassa (un bel décolleté sul pube, così per iniziare)
  • Slavati e con le tasche a “fisarmonica”
  • Con le tasche sul pacco, che quando ci metti le mani sembra che ti stai parando/palpando/rimescolando le palle:
Sul serio, l'idea è quella
Tra l’altro con le tasche profonde meno di mezza mano l’effetto risaltava ancora di più. Vedevo già spiacevoli fraintendimenti all’orizzonte. E poi a che cacchio serve una tasca se non posso neanche infilarci le chiavi e se quella padella di Nexus 4 ci entra a metà?!

 

  • Con le tasche sul culo tridimensionali e con cerniere enormi. Questi li ho visti da Diesel, che vendeva questa meraviglia di gusto e stile alla modica cifra di €280. “Scusi, voleva dire 80?”
  • Con delle finte tasche lungo la gamba: per far credere agli amici che vai a pesca? No, non credo che qualcuno vada a pesca con un paio di braghe da 90 euro.
  • Con uno strappo a intermittenza dalla tasca anteriore fino alla caviglia, con la variante “strappo-orizzontale-sulla-tasca-anteriore-con-tanto-di-slavatura (un messaggio chiaro che dice: “Guardatemi il pacco, mi raccomando, che passare inosservato non fa per me”)
  • Stretti ed elasticizzati come un paio di leggins. Per carità, comodi, ma se volevo una calzamaglia andavo da Calzedonia.

Fatto sta che oggi sono andato al centro commerciale e ho scelto un paio di Levi’s 511. Fottuti Levi’s, non deludono mai. Li vedi e sai che sono i tuoi. Come una seconda pelle, per sempre tuoi finché tela non si consumi.

Soundtrack: Bloc Party – Skeleton