Chimica medica, per quel misero punto

Dai l’esame, ti senti bene o male pronto, pregusti già quel sapore di libertà ben cotta con contorno di cazzeggio, grazie, tant’è vero che torni a casa tutto gasato. Non vuoi darlo a vedere, ma sai che stavolta ce l’hai fatta. Ma poi arriva la mail: insufficiente. Voto non specificato. Ormai è venerdì, dovrai aspettare inizio settimana per andare in università, vedere l’esame e capire cosa è andato storto. Organica. Quella maledetta chimica organica. Sapevi di non aver brillato, ma il resto dell’esame era andato piuttosto bene e contavi di fare l’orale nel peggiore dei casi. Fanculo.

Quando vedi il voto, nonostante tutto, ti prende un minimo di soddisfazione: in chimica generale hai fatto quasi punteggio pieno, e in propedeutica biochimica te la sei cavata discretamente. Il risultato di questo più una chimica organica andata di merda fanno 17/30. Mancava veramente poco. Un’ultima scorreggia e tutto andava per il verso giusto. Vuol dire che finalmente hai capito come studiare per ‘sto esame, anche se quindici giorni probabilmente non bastavano a digerire tutta organica. I concetti di base li avevo, le reazioni me le ricordavo, ma mi sono fottuto con la pura teoria e i nomi dei composti. Quelle cose che non ho avuto il tempo di assimilare.

Questa volta ce la farò. L’unica incognita è che l’appello è il 23 e il 24 sera io parto per Londra. Se mi tocca fare l’orale spero tanto che sia il 24 sennò faccio la figura da gran coglione di non presentarmi neanche. Oppure perdo il volo per Londra, dove aspetto di tornare da tre anni.

Stavolta, però, la faccio andare bene io. Mi sono rimesso a studiare subito dopo gli esiti (quattro o cinque giorni fa) e, scazzo a parte, mi sto preparando per arrivare lì armato fino ai denti. Manca giusto una settimana. Ce la farò*.

*Anche se sarebbe stato più appropriato scrivere “Mi sto cagando sotto”. 

Soundtrack: My Morning Jacket – I’m Amazed