La sessione di agosto: il mio esame di chimica medica

Le estati da universitario passano a velocità sorprendenti. Il tempo di dire “aspetta che mi abbronzo un attimo” che sei di nuovo sui libri. Anzi, forse non te ne sei mai proprio allontanato. Missione: la sessione di esami di settembre.

Il 6 settembre devo ridare chimica medica per la terza volta. Spieghiamoci meglio, non che sia così schiappa in chimica (sarei anche bravo, più che altro mi fa cagare) ma i miei due primi tentativi sono frutto di quattro giorni di studio (oppure di un mese, come nel primo caso) e per di più con metodi sbagliati. Detto questo, ora ho ingranato piuttosto bene: in 15 giorni ho imparato buona parte delle reazioni di organica. Ottimo traguardo, per una materia di cui non capivo un cazzo.

Oltre a organica, sto finendo di riassumere propedeutica biochimica (leggo il paragrafo, riassumo le info essenziali su Word, aggiungo immagini, stampo e ripasso da lì) e poi mi manca chimica generale, che lascio per gli ultimi tre giorni. Di questa studierò pochi argomenti mirati che mi servono per esercizi che non so fare o per le domande aperte, il resto lo fa la tavola periodica.

Go, biochemistry, go!

Dare esami a settembre è un ottimo modo per testare buoni propositi per l’anno prossimo.

Si parte dai più banali come studiare giorno per giorno (e potrei giurarci che lo farò), per arrivare a un dettagliato piano di guerra su come prendere appunti, riorganizzarli subito dopo la lezione, non perdere la concentrazione (perché perdo il 70% del mio tempo fantasticando su cagate), non lasciarsi ingannare dalle prime lezioni facili e rivendere i libri inutili ai novellini del prossimo anno spacciandoli per essenziali. Coi soldi ricavati andrò alle Mauritius (lì dovrebbe far caldo a Natale, no?).

Tattiche di guerra: come studiare dal Lehninger.

In ogni caso i miei propositi stanno dando i loro frutti: stasera ho finito il programma di organica e mi manca pochissimo alla fine, solo imparare l’ultimo capitolo di reazioni e ripassare quelle vecchie. Di propedeutica biochimica invece manca un capitolo e mezzo (una giornata di studio o anche meno). Il fatto di aver trovato il mio metodo mi da un senso di compiutezza incredibile e un entusiasmo non da poco, entusiasmo di cui avevo un gran bisogno dopo l’anno passato a brancolare nel buio fra metodi di studio errati. Insomma, ho una gran fiducia non solo per questo esame (sperando che vada!) ma anche per l’anno che viene.

E voi come avete passato l’estate? Che propositi avete per l’inizio dell’anno? Ci pensate o siete già da tempo sulla retta via? Fatemi sapere con i vostri commenti. A presto 🙂

 

 

  • Che caspita di entusiasmante carica mi ha dato questo post!! 😀 Anche io sono alle prese con la chimica, che a differenza tua mi rimane davvero indigesta, forse anche a causa di un insegnante davvero molto preparato. Tuttavia dalle cose più difficili derivano le soddisfazioni più grandi. Buoni propositi! 🙂

    V.

    • Nacca21oh

      Felice di averti trasmesso un po’ di sano entusiasmo! Che poi, diciamolo, con l’entusiasmo giusto la fatica viene relegata a semplice mezzo e non fa più così paura.

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