Il primo esame cannato (ma era solo il preappello)

Ieri esame di fisica medica. Sei giorni prima il prof si sveglia e decide di mettere domande aperte. In teoria erano esercizi più domande di teoria a crocette. Panico.

Alla fine era una gran puttanata di esame: quattro esercizi neanche troppo complicati con due mezze domandine del tipo “L’entropia aumenta, diminuisce, resta invariata? Giustifica la tua risposta.”

Un esercizio su una molla di 30 cm che si allungava di tot per effetto della gravità (mi è venuto fuori che si allungava di 2 metri senza che ciò destasse in me il benché minimo sospetto), uno su un cilindro che scambia calore con una fonte (vuoto totale sulle formule da usare, lasciato in bianco), un altro su un circuito con 3 resistenze su cui stabilire la tensione massima (facile facile), uno sui decadimenti radioattivi (l’isotopo Giancarlo è radioattivo: quando decade diventa Gianni, Carlo o Gigi? Argomento saltato in tronco) e l’ultimo sull’ottica. Cannato.

Fattibile, peccato che mi mancasse la metà della teoria. Mi sono preso troppo tardi a studiare (3 settimane prima, non avendo mai saputo fare una bega di fisica). Niente paura, lo ridarò a gennaio.

L’unica “minchiata” è che invece di consegnare un compito in cui avrò preso 10/30 potevo ritirarmi. Se non altro vedrò su che scala assegna i voti. Magari mi becco un bel 17 per sfregio.

Mò si sta tranquilli almeno fino a S. Stefano e poi di nuovo al lavoro che c’è un programma da finire.